Il potere delle parole: verità, memoria e responsabilità
- 15 ago 2025
- Tempo di lettura: 2 min
IL POTERE DELLE PAROLE
Le parole hanno un grande potere e non vanno interpretate a seconda delle proprie idee o a seconda della nazionalità o della posizione politica. Ogni parola ha un ben preciso significato e questo va osservato, nel pieno rispetto della verità. Distorcerne il significato o adattarlo alle proprie idee non e' corretto, e' una meschinità.
Chiunque abbia un cellulare in mano può accedere facilmente a qualunque dizionario/enciclopedia online e comprendere il reale significato di ogni parola. Per esempio:
“Genocidio: sistematica distruzione di una popolazione, una stirpe, una razza o una comunità religiosa”. (Enciclopedia Treccani online).
Con tutto il rispetto per chi è stato prigioniero o prigioniera ad Auschwitz, senza nulla togliere al genocidio degli Ebrei ad opera dei Nazifascisti, la definizione dell'Enciclopedia Treccani, purtroppo, descrive esattamente anche ciò che sta accadendo a Gaza. La parola "genocidio" non è monopolio di nessuno e nessuno è autorizzato ad usarla in maniera "esclusiva". In merito a Gaza, la Segre non gradisce l'uso di questa parola e dice “...Per questo mi sono sempre opposta e continuo a oppormi a un uso del termine genocidio che non ha nulla di analitico, ma ha molto di vendicativo.” Mi rendo conto di come talvolta la verità sia scomoda ma il significato della parola “genocidio” è semplice, chiaro e lampante e non si presta ad altre interpretazioni. Se vogliamo, possiamo analizzare le ragioni che conducono al genocidio (politiche, religiose, etniche, rancorose etc.) ma, il significato di genocidio, quello è. E credo ci sia poco da argomentare al riguardo.
Altre volte, invece, le parole vengono omesse. perché spaventano, perché vergognose, perché scomode o imbarazzanti.
Alle 10:25 di sabato 2 Agosto 1980, alla stazione Centrale di Bologna, un ordigno, posto nella sala d'aspetto di seconda classe, esplose provocando la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200. La strage di Bologna fu un attentato di matrice fascista. Rimane il più grave attentato terroristico commesso nel Paese nel secondo dopoguerra.
Questa la dichiarazione odierna di Giorgia Meloni: “Il 2 agosto di 45 anni fa il popolo italiano ha vissuto una delle pagine più buie della sua storia. Il terrorismo ha colpito con tutta la sua ferocia la città di Bologna, con un attentato che ha disintegrato la stazione, uccidendo 85 persone e ferendone oltre duecento”. È evidente l'omissione della parola “neofascista” dopo “terrorismo”. Cosa dire? Nessuno può esprimersi, al riguardo, meglio di Paolo Bolognesi, Presidente dell'Associazione dei Familiari delle Vittime. Ecco le sue parole di oggi: “Alla Presidente del Consiglio, che ci ha accusato di volerla esporre a ritorsioni, nel ricordare il passato da cui proviene, come quello da cui provengono gli esecutori delle stragi, vogliamo dire che una cosa è il rispetto per le Istituzioni, un'altra cosa è l'accettazione di riscritture interessate della storia, cosa che non siamo in alcun modo disposti a far passare”. E ancora: “Presidente Meloni, condannare la strage di Bologna senza riconoscerne e condannarne la matrice fascista è come condannare il frutto di una pianta velenosa, continuando ad annaffiarne le radici”.






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